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Dott.ssa Giulia Mazzoni
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@psicologa.mazzonigiulia

Timidezza o ansia sociale?

La timidezza è un tratto caratteriale, una caratteristica personologica che è propria delle persone che provano imbarazzo nel relazionarsi con gli altri e tendono a mettersi il meno possibile in mostra o al centro dell'attenzione. Anche se socialmente la timidezza è associata a debolezza, essa non è necessariamente negativa o disfunzionale: se la persona, nonostante le iniziali difficoltà, riesce ad avere una vita relazionale soddisfacente, costruisce legami e sviluppa buoni rapporti con gli altri, la timidezza rimane semplicemente una caratteristica individuale così come il colore degli occhi o dei capelli.

L’ansia sociale è invece una condizione emotiva sfavorevole legata all’intrapresa e al mantenimento dei contatti sociali. La persona con ansia sociale prova spesso imbarazzo e vergogna quando si deve relazionare con gli sconosciuti ma tende ad evitare di trovarsi al centro dell’attenzione anche con chi conosce da tempo.

A questa condizione di sofferenza sono associate credenze disfuzionali legate al timore di essere giudicato dagli altri in modo negativo, di essere deriso o rifiutato e la vergogna, accompagnata dall’ansia, è l’emozione principalmente vissuta. 

Si crea facilmente un circolo vizioso in cui la persona che si deve relazionare con gli altri si vergogna prima del tempo e accusa uno stato di ansia con una sintomatologia tipica che comprende tachicardia, sudorazione e arrossamento del viso. Proprio l’arrossamento è considerato dalla persona una delle cause principali del potenziale giudizio negativo da parte degli altri con conseguente aumento della vergogna e dell’ansia. A questa condizione di disagio l’individuo spesso reagisce allontanandosi dal gruppo o, in futuro, evitando di dover ancora incappare in una situazione relazionale. Purtroppo però l’evitamento produce l’effetto di amplificare la spaventosità della situazione e renderà sempre più rara una nuova messa in gioco della persona. A questo punto è probabile che ciò sfoci nell’esordio di un vero e proprio Disturbo d’ansia sociale.

Con l’aiuto di un professionista è possibile lavorare sul timore del giudizio degli altri e sull’emozione di vergogna, rendendoli più tollerabili e affrontabili, riducendo in questo modo anche i comportamenti di evitamento che possono allargarsi fino alla sfera lavorativa o famigliare e rendere sempre più difficoltosa e sofferente la vita della persona.

 

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